Camminare sotto una nevicata è una piacevolezza.
Anche da soli, il profumo della neve che cade è una piccola gioia.
(Sì, anche se fa freddo
)
Invece delle favole di Natale io qui ci metto le parole di chi ha usato il suo talento per tutti.
NEW YORK - «Decisi di intraprendere questo mestiere all’età di quattro anni. Volevo salvare vite umane e sono felice di esserci riuscito, perché aiutare il prossimo è l’opera più nobile che esista».
Parla Joseph E. Murray, l’85enne dottore di Boston e premio Nobel per la medicina che il 23 dicembre 1954 effettuò il primo trapianto riuscito di organi presso il Peter Bent Brigham Hospital di Boston.
-Professor Murray, era consapevole, mezzo secolo fa, del fatto che stava per apportare una svolta decisiva alla storia della medicina?
«Sapevamo quanto fosse importante quell’operazione e intuivamo che, se avessimo fallito, avremmo catapultato la scienza dei trapianti indietro di anni, forse decenni. Ma non avremmo mai potuto immaginare un boom tanto colossale».
-Che cosa ha provato quel giorno?
«Ciò che ho sentito tutta la vita, recandomi al lavoro. Né più né meno. Tutti i dottori salvano vite, in una maniera o nell’altra. Chi opera un individuo con l’appendicite acuta non è meno nobile o bravo di me. Ogni giorno incontro dozzine di giovani medici idealisti che hanno scelto questo mestiere solo per aiutare il prossimo, dai Paesi del Terzo mondo alle povere strade dei nostri ghetti».
-E’ stata la fortuna o il caso a farla trovare nel posto giusto al momento giusto?
«Nessuno dei due. Il nostro è stato uno sforzo collettivo, possibile grazie alla dedizione e al duro lavoro di un’ampia squadra di patologi, medici, anestesisti, infermiere, assistenti sociali. Io ero solo un anello di questa catena».
-Aveva paura di sbagliare?
«Un dottore non ha mai paura, se è preparato. Prima d’allora avevo effettuato molti trapianti su diversi tipi d’animali e sapevo che l’operazione era possibile. Ci eravamo addestrati a risolvere qualsiasi scoglio ci fosse capitato. Non è stata fortuna: eravamo preparatissimi».
-E’ vero che la sera prima dell’intervento si inginocchiò a pregare?
«Era la vigilia di Natale, un giorno da sempre molto importante e simbolico per me, cattolico praticante. Mia moglie e i miei figli s’inginocchiarono a pregare con me».
-Di cosa si occupa oggi?
«Ufficialmente sono in pensione. Ma anche se non indosso più i guanti chirurgici, continuo a essere attivo alla Harvard Medical School e all’Ospedale, dove insegno agli aspiranti medici».
-Qual è la nuova frontiera dei trapianti?
«Grazie alla ricerca sulle cellule staminali embrionali un giorno saremo in grado di "coltivare" nuovi organi, progettando e costruendo tessuti su misura, che allungheranno la vita degli individui».
-Molti politici anti-abortisti, non solo in Usa, criticano questa ricerca come «immorale».
«E’ un po’ come l’energia atomica: può essere buona o cattiva, salvare vite o fare catastrofi, a seconda di come viene utilizzata. Non si può fermare la curiosità umana solo per paura, seguendo questo principio l’uomo non sarebbe mai arrivato a volare. Parlo da cattolico credente. Mio padre era irlandese, la famiglia di mia madre emigrò dalla Campania ai tempi di Garibaldi».
-E’ stato contento di vincere il Nobel, nel 1990?
«Sì e no. Avevo già avuto una vita meravigliosa. Mia moglie, una musicista che parla sette lingue tra cui l’italiano, mi aveva regalato sei figli e 17 nipoti. Avevo già tutto ciò che un uomo può sognare e quel Nobel, che non ho mai cercato, è stato come la ciliegina sulla torta. Mi ha permesso di incontrare gente straordinaria come Rita Levi Montalcini, diventare Membro della prestigiosa Accademia Pontificia di Scienza e visitare regolarmente il Vaticano».
Alessandra Farkas
(Tratto dagli articoli di ieri sul Corsera)
Settimana natalizia: attendo con terrore che qualche tv trasmetta Heidi, il film, la terribile fisscion.
Nel frattempo mi ricarico con Full Metal Jacket, scorta di cinismo per sopravvivenza.
RICARICA S.O.S. (Superata Ogni Stronzaggine)
Succede a Gin poco fa.
Squilla il telefono, numero sconosciuto.
Risponde.
Messaggio registrato di nota compagnia Phonica Megan-esca:
"Ricarica SOS: il numero che ti sta chiamando ti richiede una ricarica SOS.
Digita 2 se vuoi ricaricare questo amico con 3 euro, digita 3 se ...., riaggancia se rifiuti la richiesta."
Ecco, riattacco alla velocità della luce. Chi diavolo sarà mai?
La scenetta telefonica si ripete per tre volte.
Insistente l'amico ignoto, pensa Gin, quasi quasi adesso spendo 50 cent per scoprire chi diavolo è.
Lo fa:
voce ignota e scocciata risponde a domanda di chiarimento riguardo alla richiesta di soldi:
" Ah, ehm ... che vuole? Mi sarò sbagliato."
"Sì lo credo anche io, mi sembrava strano per tre volte di seguito... "
"Eh non si sa mai..., ma che vuole da me? " (Non si sa mai????)
"Niente! "
SBAM! (Rumore di cellulofono inchiodato alla faccia dell'idiota)
La verità è che vorrei sapere se c'hai provato inestimabile cafone a fare un numero a caso e ciulare soldi a me.
Siete avvisati: ci sono in giro pure questi....poveracci tecnologici. Che tristezza
LISTA REGALI
Adoro fare regali, mi piace impacchettare, infiocchettare, anche se il risultato non è certo patinato come quello dei negozi del centro. Io mi diverto con poco, è noto.
Però per quest'anno non potremmo spostare in là di una settimana l'arrivo del paffuto, canuto vecchietto? Sono in ritardo cronico e con il dilemma che assale tutte le figlie del mondo:
COSA SI REGALA AL PAPY?
Sì perchè di cravatte, pigiami, ciabatte, maglioni, accappatoi et simili non ne ha mai voluto sapere (giustamente).
Possibilità:
- Un bel viaggio alle Bermuda, biglietto singolo. Verificando che non sia il periodo degli uragani.
- Un bel viaggio alle Bermuda, biglietto singolo per mamma. Verificando che sia il periodo degli uragani.
- Una motosega nuova di fiamma per i suoi hobby. No, mamma la teniamo lontana stavolta.
- Un nuovo trattorino per scorrazzare veloce in giardino. Poveri mici, sono già terrorizzati da quello vecchio e lento, miaooooo!
- I consigli di Beppe Bigazzi per la semina e il raccolto. No, io voglio bene al papy.
- Un progetto corredato di calcoli statici e quote definitive per la realizzazione di una piscina. Per la sua nipotina sia chiaro, il fatto che io adori nuotare non vi deve influenzare nel giudizio.
- Un bel caschetto antinfortunistico da edile. Con tutte le cose che ci son da aggiustare post terremoto....
...
Vi sembrano idee troppo lavorative? Beh provateci voi con un papy così attivo a trovare un regalo "riposante", è un disastro!

Da un po' di tempo alcuni soci bloggers mi anticipano i post ... non è giusto! ![]()
Ci si sono messi anche EELST (Elio E Le Storie Tese), li perdono perchè la canzone è troppo carina.![]()
Dunque volevo scrivere: avete notato che da un po' di mesi a questa parte c'è una spezia che dall'oriente che si intrufola con ogni cosa?
MUSICA!
Per fare una canzone di Natale
non basta un argomento natalizio
ma occorre un ingrediente più speciale:
lo zenzero.
Ma chi l'avrebbe detto che lo zenzero
in fondo è il vero fulcro del Natale
non il presepe, non Gesù Bambino
ma lo zenzero.
E non è ironico che questo zenzero
sia tipico dell'Asia tropicale,
un posto dove ignorano il Natale,
ma quanto a zenzero molla lì.
O pianta che provieni dall'oriente
il cui rizoma è usato come eupeptico
in farmacia, cucina e nei liquori
e ovviamente nel Natale.
Sapete poi cosa vuol dire eupeptico
significa che ti fa digerire
per cui dopo il cenone di Natale
diciamoci l'un l'altro eupepsia.
E non venite a dirci che lo zenzero
era già in voga prima di stavolta
vogliam ci sia riconosciuto il merito
dello zenzero.
Natale allo zenzero, presepe allo zenzero,
tanti auguroni allo zenzero.
Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero,
gridare fortissimo zenzero.
Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero,
Gesù Bambino di zenzero.
Dolciumi di zenzero, canzoni allo zenzero,
bianco Natale di zenzero.
Per chi non fosse ancora straconvinto
che zenzero significa Natale
provasse ad assaggiare un biscottino
allo zenzero.
Natale allo zenzero, presepe allo zenzero,
tanti auguroni allo zenzero.
Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero,
gridare fortissimo ZENZERO!!!
Zenzero, zenzero.
Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero,
Gesù Bambino di zenzero.
Abbracci di zenzero, dolciumi di zenzero,
bianco Natale di zenzero.
Re Magi di zenzero, pastori di zenzero,
stella cometa di zenzero.
Le renne allo zenzero, zanzare di zenzero,
bianco Natale di zenzero.
SPENGO ... per sempre.
Qualcuno mi spieghi perchè in tv si vedono tante putt_nate, troppi Talk Show rinominabili Sbraita Show, troppi Opinionisti e Tuttologi delle mie scarpe, tante donne convinte che la natura sia stata generosa con loro anche nella dotazione neuronale oltre che in quella epidermica, tanti esperti che "dicono" invece di "fare", tanto tempo perso dietro finti pianti, finte angosce di finti fidanzati.
Troppi tubi catodici impegnati nel nulla.
E perchè un telefilm carino così va in onda la domenica mattina alle 7.30? per lasciare spazio a Defilippo-Ciccopanzo?
Davvero?
BUM!
Spento la tv ... con una palla da baseball.
WELCOME TO CICELY, ALASKA,
qui è Cris del mattino...
Quesito della GIN
Ci sono grandi dilemmi della vita vita moderna,
problemi irrisolti,
fior fior di ricercatori alla scoperta dell'impossibile soluzione.
Anch'io ho una domanda per tutti voi, che scienziati non sarete ma nel campo siete i mei massimi esperti:
chi dei tre possiede la migliore faccia da cazzaro?
(Oggi gira così, pirlite sotto spirito)
Passioni
Del perchè mi piacciono i VVFF
Son giorni così, si vedono più Vigili del Fuoco che Babbi Natale e secondo quel che dice Phoebe forse è un lato positivo, visto il mio rigetto per le festività melense.
Io adoro i VVFF. Questa è una dichiarazione.
Non li adoro per i fisici aiutanti.
Non mi piacciono per la disponibilità sempre al massimo.
Non li apprezzo perchè si fanno in quattro e ribaltano la sede provvisoria del Comune per trovare le mie scartoffie.
Non mi intrigano perchè non resisto al fascino della divisa.
Non li adoro per via dei sorrisi smaglianti e per la gentilezza.
No, io ci voglio bene perchè anche gli italici VVFF si stanno intamarrando come i colleghi d'oltreoceano: pieni di lucette colorate, di mezzi fichissimi, tende improbabili e stemmi un po' ovunque.
...e non si può far nulla, Gin c'ha la passione per i Pompieri. Con un nome così non poteva essere diversamente.![]()
TESTE DURE?
Conversazione tra Gin e Robsom:
R: Come va?
G: Discretamente, ho sentito che oggi ai bergamaschi si aggiungono anche i Vigili del Fuoco dal Friuli ...
R : Andiamo bene! Bresciani, bergamaschi e friulani, se dovete abbattere qualche casa potete farlo a testate.
Ho la sensazione che intendesse dirmi qualcosa a proposito della mia cocciutaggine... adesso ci penso sù.