A dimostrazione del fatto che le fatiche di cui al post precedente non sono mai vane, dopo la soddisfazione personal-spirituale è giunta la soddisfazione materiale, ma non parlo di soldi. In casa sono giunti due regalini assai graditi, inaspettati e per questo ancor più preziosi, da altrettante gentilissime clienti del papydigin : una tripletta di bottiglie (Amarone-Recioto-Prosecco) e una coppia di orchidee (Phalaenopsisi bianche candide).
Le due gentili signore pensavano di fare un regalo nell'ordine a papydigin e a mamydigin, non sanno però che l'Amarone è uno dei miei vini preferiti e le orchidee... che ve lo dico a fare?
Alla salute delle belle persone che ancora esistono!
Ci sono giornate che negli anni si ripetono con costanza, che diventano un rito personale e che prima o poi ci mancheranno. In casadiGin le giornate cicliche sono quelle che precedono le festività canoniche, Natale e Pasqua. Giornate pesanti che lasciano una soddisfazione tutta personale.
Come già detto papydiGin (con mammadiGin) ha una piccola attività, frequentata da una solida clientela affezionata durante tutto l'anno, ma assalita da orde di clienti impazziti e un filino isterici nelle giornate delle festività.
Capitano quindi le giornate rito, quelle in cui Gin si fa otto ore di ufficio, sopportando i soliti casini, poi si arma di forza e coraggio e si fa altre 6 ore filate di lavoro ininterrotto, senza nemmeno la cena, per aiutare il papy a soddisfare tutte le ordinazioni dei clienti.
Succede dunque di lasciare il negozio di papydiGin quando ormai è il giorno successivo, quando la notte è ben profonda e non c'è più nessuno in giro, le signore sono tornate a casa dalla via crucis da ore, i bambini dormono sonni profondi, i ragazzi sono a zonzo, a divertirsi, a cercare l'anima gemella o a fare l'amore con l'anima trovata. Nel paesino solo i mici randagi a gironzolare e i miei ritmici passi stanchi ma soddisfatti nelle stradine illuminate dalla luna. Guardarsi in giro, cogliere il profilo delle colline e il profumo delle piante, dell'erba fresca, il rumore del piccolo rio che scorre lì vicino, fermarsi un secondo ad assaporare tutto quanto e sapere che ovunque andrai questi odori, questi rumori, queste sensazioni, queste ombre saranno per sempre con me. Esserne felice.
Essere felice anche di questa stanchezza totale, soprattutto felice di queste ore private con il papy, passate in totale armonia senza doverci dire cosa fare, cogliendo le mosse l'una dell'altro con una frazione di secondo di anticipo, essere sincronizzati e precisi, organizzati e veloci. Capire quando è davvero troppo tardi e il cervello non regge più. Uscire insieme per raggiungere casa, darsi la buonanotte senza smancerie, sapere di aver vissuto un'altra giornata rito memorabile ed essere la figlia più felice del mondo.
Io vi racconto una cosa, se qualcuno di voi poi ne sa mi informa sulla legalità della faccenda, per il resto il fatto si commenta da se'.
Come già scritto di tanto in tanto la vostra Gin acquista sul web, per lo più libri. E' comodo, veloce, spesso più economico, lo si può fare dall'ufficio invece di lavorare e si trovano libri che nel paesino, nonostante le tre librerie, dovrei richiedere espressamente.
Ho scoperto un fatto imbarazzante ordinando on line. Nel paesello il direttore del locale ufficio postale ha deciso che i pacchi, grandi o piccoli che siano, non vengano più consegnati dal postino, i destinatari ricevono una cartolina di avviso e si devono recare personalmente all'ufficio postale per ritirare il pacco. Già questo a me non pare proprio ortodosso, il problema è che se volete il vostro pacco dovete pure sborsare 50 eurocent per il deposito.
Ora, io sarò bionda, ma mi spieghi perchè ti dovrei pagare il deposito quando sei tu che ti tieni il pacco in magazzino invece di portarmelo a casa come previsto dal tuo lavoro di postino? Io lo chiamerei riscatto più che deposito, ma il riscatto è roba da delinquenti, non da postini!
E' la serata degli animali eccezionali, per motivi diversi.
Perchè molte volte, tante volte, troppo spesso, gli animali sono meglio degli umani e certe volte sanno riparare ai danni che noi stessi facciamo, alle bombe e alla morte.
Perchè quando uno è goloso niente può fermarlo e la colpa non c'è, come quando io mi trovo davanti un piatto di spaghetti ben cucinati: semplicemente non si può dire di no.
E' un inizio di primavera un po' sonnolento, di troppo lavoro, di tanti piani e progetti, di voglia di andare, di stanchezza invernale, di tante cose, forse troppe. Però ci sono le cose belle, leggere, come l'arrivo del pacchetto di acquisti via web, tre oggetti che mi faranno compagnia, la migliore compagnia che si possa avere, l'unica cosa che nelle mie valigie non è mai mancata, il peso che affligge tutti gli scaffali di casa, i migliori soldi spesi nella vita: libri! Qui se avete voglia di sbirciare.
Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di ringraziare l'amato nonno paterno per avermi insegnato, insieme a papydigin, a fischiettare, attività assai poco femminile, che le suore alle elementari scoraggiavano come segno di maleducazione, ma che mi ha divertito da sempre.
Per esempio, poco fa ascoltavo in cuffia un cd Disneyano fischiettando con gaudio adeguato. Papydigin passava di qui, ha sentito, s'è incuriosito, è entrato e m'ha fatto i complimenti. Sono io che ringrazio, senza di loro non avrei mai potuto fischiettare così bene questa assoluta indimenticabile perla fiabesca. It's home from work we go!
Torno ora ora dalla pizzeria migliore dei dintorni, forse non il posto più alla moda del lago, ma certamente la pizza perfetta, perfetta in cottura, sapori, spessore della pasta, salatura, ingredienti e simpatia del personale. Non è tutto qui, ho assaggiato anche una delle torte, tutte fatte in casa dalla proprietaria; una base di frolla leggerissima e un ripieno soffice alle mandorle, zucchero a velo e una pallina di gelato alla crema morbido.
Ho decantato con sì tanta convinzione e sincerità il dolce che i titolari, ormai amici di famiglia, si son fatti dare il mio indirizzo mail per spedirmi la ricetta.
E' bello essere di casa in certi posti.
Dopo parecchi anni oggi ho portato la mia dentatura dal nuovo dentista, niente di che, un controllo poichè iniziavo a vergognarmi della lunga latitanza. Il giovane, gentile e professionale dentista ha sentenziato:
"Una bocca tenuta con ottima cura, bene."
Mi sento meglio, posso tornare a spezzare croste di Parmigiano con il solo uso dei miei incisivi da castorina.