Bene, ci siamo quasi, meno tre giorni (3!) alla partenza e tutto va bene. Se si esclude la scossa di terremoto che m'ha fatto saltare dal letto questa mattina all'alba direi che tutto è sotto controllo, all'incirca.
Ho controllato tutti i documenti, tre volte in dieci giorni.
Ho stampato i codici dei biglietti e ho scritto gli stessi codici sulla moleskine, si sa mai!
Ho verificato i tempi medi di percorrenza tra un terminal e l'altro di London Heathrow, è una città non un aeroporto.
Ho scoperto i limiti di imbarco della British Airways, oltre le mie necessità.
Mi sono scoraggiata verificando che all'anno scorso la BA era la compagnia che perdeva più bagagli al mondo, devo capire se in percentuale o in assoluto, comunque la cosa sarà un terno al lotto, grazie Loricott per l'informazione! :)
Ho stressato l'anima all'amica che mi accompagna in aeroporto per partire una mezz'oretta prima, hai visto mai la tangenziale di Milano la mattina?
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diciamo che la lista delle paranoie in corso è piuttosto notevole, ma ci siamo.
Non ci posso fare niente a me viene il mal di pancia giorni prima delle partenze, vorrei saltare tutto quello che sta nel mezzo ed essere già sull'aereo. A me partire piace, fare le valige non è un problema, anche se non è vacanza, gli aerei mi divertono, il carico umano variopinto mi distrae, solo il volo è già viaggio per me, conta come divertimento. Però vorrei già esserci ed evitare tute le mie seghe mentali e la paura che qualcosa si metta in mezzo. Capite che in genere arrivata a destinazione mi ci vogliono tre giorni per recuperare solo per lo stress e il fuso.
Ci siamo insomma, se non dovessi avere altro momento libero per aggiornare il blog, sappiate che vado a iniziare un viaggio di pura crescita personale, di scoperte, di fatiche e sorrisi e di molte molte fotografie, perchè la Canon Eos merita questo viaggio.
Statemi bene, tenete un po' in ordine:
le orchidee le affido a Loricott, roba da poco: con l'umido che c'è non serviranno molte cure;
i libri a Polpette e Phoebe, instancabili lettrici, spolverate ogni tanto;
le foto a Schifezza, una professionista per gli scatti di una principiante;
la bionditudine a Damanera, che sa come tenerla a bada;
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poi ognuno faccia del suo meglio per favore che qui si sparisce fino a fine agosto. Scusate s'è poco.
Mi sembra giusto da parte sua, opportuno e appropriato farmi un regalo del genere.
Di cosa parlo? Della mia Phalaenopsis #4 che giusto stasera ha deciso di iniziare ad aprire il primo di ben 18 boccioli, distribuiti su due rami. Boccioli che ho visto nascere e crescere in questi mesi dopo un inverno di pausa vegetativa, li ho osservati e curati, tenuti nelle condizioni migliori possibili, rimirati e controllati in ogni fase di sviluppo, mi sono stupita per il loro numero, mi sono fatta i complimenti da sola per l'impegno, perchè le piccole soddisfazioni son quelle che rendono piacevole la vita. Ora tocca a loro sbocciare candidi come neve e rendere magico un angolo della casa.
Per dirvi come sono messa male: stasera avrei passato la serata a fissare quel bocciolo appena socchiuso cercando di carpire ogni millimetrico spostamento dei petali. Da ricovero eh? tanto lo so che son piante capricciose, sboccerà in piena notte quando dormirò profondamente, solo per farmi dispetto. La perdonerò.
Rieccomi, fresca come il vento del temporale che quotidianamente mi stacca la connessione ADSL e carica come i milioni di fulmini che cadono sulla centralina ADSL di casa a giustificare il suddetto fenomeno.
Son tornata ma per poco, in verità non me ne sono mai andata, qui stavo a badare alla faccenda nonna e badante (la signora L. è un angelo non una badante, tanto che per noi al momento è l'assistente di nonna, i termini hanno il loro significato), ero qui nell'ombra a cercare di fare le mie cose, lavoro compreso, a cercare di fare la zia e la figlia che è la parte più complessa, poi ho fatto l'angelo custode di chi sta lontano, e questo non è difficile, solo la distanza ostacola cose altrimenti banali; mi sono fatta certi pensieri scemi che è meglio non conosciate, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. A fare cosa?
Semplice: mollo tutto per un bel mesetto e mi trasferisco "on the road" negli Stati Uniti d'America dell'ovest, non cerco l'oro, quello l'ho già trovato, veramente mi aspetta là, cerchiamo insieme una partenza nuova, un viaggio pieno di cose da vedere, annusare, assaggiare, camminare, sudare, cerco il sole, la pioggia, le giornate fatte di pensieri importanti e di risate, di abbracci e di passi avanti, si riparte da lì per una nuova vita. Di quello che accadrà poi a settembre ne riparleremo, per adesso sappiate che resto qui un'altra settimana, cercherò di essere un filino più presente.
Inutile dire che quando tornerò avrete un resocono dettagliato di tutto quanto, perchè nessun istante di questo viaggio, il nostro viaggio, andrà perduto, perchè una moleskine già è pronta per farmi da testimone, per ricordarmi in eterno cosa sarà stato il viaggio. Speriamo tutti insieme cose buone dunque, altrimenti sai che palla di resoconto!?
Sono un po' presa ma vi leggo sempre e ritornerò presto con novità importanti oltre al solito mare di scemenze. Son tempi di cambiamenti, di partenze, di reincontri, di voli, di saluti, di pensieri complicati e naturali decisioni. Ma son sempre qui, bionda e bineuronica. Portate pazienza se latito.