Ero contenta l'altro giorno, ricordate? avete presente il post precedente? Ero felice perchè il mio paesello mi aveva accolta al ritorno con una serata bella, emozionante ed estiva, di caldo bella gente, gelato e cose semplici, con le cose che mi piacciono e un bel sole ogni giorno ... l'incanto è già finito. Mi ritrovo a vergognarmi per colpe non mie, per cose che nemmeno rientrano nella mia vita, per comportamenti così lontani da come sono io che dovrei semplicemente alzare le spalle, invece mi vergogno. Profondamente.
Cose di questo genere non sono giustificabili in nessun caso, non mi viene in mente una specie animale capace di comportarsi in questo modo, si tratta di ignoranza, di incapacità di controllo delle proprie azioni, di bestialità e cognizione del fatto che tanto non gli succederà mai nulla che l'avranno comunque vinta con la violenza.
Sapete cosa vi dico? Vorrei davvero che qualcuno preposto all mantenimento dell'ordine pubblico la prossima volta fosse autorizzato a sparagli contro. Con uno spandiletame? E poi galera, un bel mesetto in carcere senza ricambio di vestiti.
Le persone per bene, quelli che rispettano le regole, che non superano i 130 in autostrada, che non occupano il parcheggio per i disabili, quelli che pagano le tasse e buttano le cartacce nei cestini, quelli che lasciano il posto alle vecchine rompiscatole sui mezzi, quelli che sorridono sul posto di lavoro e rispettano le code ... questi (cretini?) che possono fare per non essere sopraffatti dalla bassezza della prepotenza e dell'ignoranza? Cosa ormai?
Sono esaurita da queste cose, non sopporto di vederle nemmeno al telegiornale, mi disturbano profondamente.
Onestamente: sono contenta di allontanarmi da queste cose per un po' anche se l'essere italiana nel cuore mi farà sempre vergognare di queste cose, per il resto della mia vita. Grazie eh.
Io sarei tornata, da una settimana, ma rimettersi davanti a un pc con questo rovente clima estivo è difficile. Le cose da fare sono moltissime e non riguardano soltanto lo scaricare il milione di fotografie scattate, o i bagagli da mettere a posto, ma tanti piccoli impegni famigliari e non che arrivano uno dietro l'altro.
Son tornata, non ne avevo per niente voglia, ma son tornata.
Ieri sera però il mio paesello mi ha dato un saluto di benvenuto che merita di essere riportato qui e merita il riattivarsi di codesto piccolo blog.
Come tradizione vuole il Comune e i commercianti del centro offrono ai villeggianti e ai residenti un piccolo spettacolo protecnico, normalmente niente di pretenzioso. Invece quest'anno si sono dati da fare e le cose finalmente le han fatte per bene, il nostro ampio golfo s'è illuminato di magia per una serata davvero piacevole. Lo spettacolo è stato accompagnato per tutta la sua durata dalla musica, partendo con un apprezzato Inno di Mameli, e finendo con arie d'opera e musica pop, il tutto naturalmente abbinato al ritmo e alla tipologia dei fuochi.
Inizialmente ero dubbiosa: la musica sparata ad alto volume per raggiungere tutto il lungolago sembrava togliere un po' di quella magia ai fuochi, la magia del botto, dello scoppio, del ritmo che ti rimbomba dentro quando il colpo è improvviso e potente. Dopo due minuti invece sono riuscita ad apprezzare l'abbinamento, ben fatto, tra la musica e l'elegante ventaglio di fuochi che si specchiavano nel lago. Mi sono emozionata come capita ogni volta che qualcosa di bello finisce davanti al mio naso, mi son sentita felice di essere qui, nonostante mi manchi molto tutto quello che ho vissuto nell'ultimo mese. Quindi grazie paesello per avermi fatto sentire meno sola senza un cavaliere al cui braccio appendermi, e grazie per avermi ricordato che i prossimi fuochi che vedrò saranno la sera del 5 novembre e per allora il cavaliere sarà di nuovo al mio fianco a prendermi in giro per il mio emozionarmi senza pudore davanti alle cose belle.
Com'è stato il viaggio? Perfetto, non ho dimenticato la promessa fatta di un resoconto piuttosto dettagliato. Gli appunti cartacei sono stati presi, la voglia di raccontarveli (e raccontarMEli) non manca, ci sto lavorando, pazientate un altro poco.